L’angolo delle mie citazioni

L’ordine è quello di inserimento (a ritroso :-)). Si andrà via via espandendo, se me lo ricorderò e se mi andrà…

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Ninna nanna pija sonno,
che se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che sucedeno ner monno.
Fra le spade e li fucili

de li popoli civili.

Ninna nanna, tu non senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che comanna,
che comanna e che s’ammazza
a vantaggio de la razza.

O a vantaggio de una fede,
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar sovrano macellaro;
che quer covo d’asassini
che c’insanguina la tera
sa benone che la guera
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
per li ladri de le borse.

Fa la ninna, cocco bello,
finché dura sto macello,
fa la ninna che domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima,
boni amici come prima;
sò cuggini e fra parenti
nun se fanno complimenti!

Torneranno più cordiali
li rapporti personali
e, riuniti infra de loro,
senza l’ombra de un rimorso,
ce farano un ber discorso
su la pace e sur lavoro
pè quer popolo cojone
risparmiato dal cannone.

Trilussa, Ninna Nanna

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È impossibile dire che razza di urlo sia il mio: è vero che è terribile – tanto da sfigurarmi i lineamenti rendendoli simili alle fauci di una bestia – ma è anche, in qualche modo, gioioso, tanto da ridurmi come un bambino. È un urlo fatto per invocare l’attenzione di qualcuno o il suo aiuto; ma anche, forse, per bestemmiarlo. È un urlo che vuol far sapere, in questo luogo disabitato, che io esisto, oppure, che non soltanto esisto, ma che so. È un urlo in cui in fondo all’ansia si sente qualche vile accento di speranza; oppure un urlo di certezza, assolutamente assurda, dietro a cui risuona, pura, la disperazione. Ad ogni modo questo è certo: che qualunque cosa questo mio urlo voglia significare, esso è destinato a durare oltre ogni possibile fine.

Pier Paolo Pasolini, Teorema, Garzanti, Milano 1968

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Certo bisogna farne di strada / da una ginnastica d’obbedienza / fino ad un gesto molto più umano / che ti dia il senso della violenza / però bisogna farne altrettanta / per diventare così coglioni  / da non riuscire più a capire / che non ci sono poteri buoni / da non riuscire più a capire / che non ci sono poteri buoni.

 Fabrizio De André, Nella mia ora di libertà in Storia di un impiegato. Produttori Associati, 1973.

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Io non sono mai stato un giornalista professionista, che vende la sua penna a chi gliela paga meglio e deve continuamente mentire, perché la menzogna entra nella sua qualifica professionale. Sono stato un giornalista liberissimo, sempre di una sola opinione, e non ho mai dovuto nascondere profonde convinzioni per far piacere e a dei padroni o manutengoli

Antonio Gramsci, Lettere dal Carcere: lettera a Tania del 12 ottobre 1931.

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Le leggi mantengono il loro credito non perché sono giuste, ma perché sono leggi. E’ il fondamento mistico della loro autorità; non ne hanno altri. Sono fatte spesso da gente sciocca, più spesso da persone che, per odio dell’uguaglianza, mancano di equità, in ogni caso sempre da uomini, autori vani e incerti. Non c’è nulla di così gravemente, largamente e frequentemente fallace come le leggi. Chiunque obbedisce loro perchè sono giuste, non obbedisce loro giustamente come deve.

Michel de Montaigne, Saggi, Adelphi 1992 (II, pagg. 1433-1434). [In un convegno alla Benjamin N. Cardozo Law School (Yeshiva University, New York), nell’ottobre del 1989, Jacques Derrida tenne una conferenza dal titolo Decostruction and the Possibility of Justice, che Bollati Boringhieri ha raccolto con altri scritti del filosofo francese in un volume – Jacques Derrida, Forza di legge, Bollati Boringhieri 2003- che ha per sottotitolo Il fondamento mistico dell’autorità. Cit.]

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Una cosa su cui il potere può fare da sempre affidamento è la capacità delle persone di sforzarsi per ritenerlo buono nonostante ogni evidenza contraria. È un principio di economia delle risorse: se ti accorgi che il potere non è buono allora devi fare qualcosa, protestare, compiere scelte di vita che ti esporranno all’ostracismo del corpo sociale, forse anche mettere a rischio la tua stessa incolumità, tutte cose che prendono un sacco di tempo e allora tanto valeva non fare l’abbonamento a SKY che già così lo guardi poco.

Quit the Doner per Vice, in un articolo sul viaggio del Papa a Lampedusa.

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