Chow Ayman

Questo pezzo lo ho scritto più di un anno fa. Il processo neuronale per cui mi è tornato in mente, insieme al magone e alle lacrime, è inesplicabile. Lo riposto qui, sul mio diario.

11 maggio 2012

Giorno di ferie….troppo stress, devo sbollire.

Sono rimasto a casa. Tante cose rimaste indietro, un pò di voglia di stare con me stesso. Con Linda, prima che esca per accompagnare i bimbi, faccio una lista di piantine da comprare per i vasi piccoli in terrazzo, dove ho appena travasato quelle di pomodoro che Roberto ha preparato per me, aspettando un mese che le andassi a prendere: rosmarino, maggiorana, basilico, timo, salvia.


Tra le cose rimaste da finire, aspettando che vengano a cambiare una tapparella rotta da mesi, alcune foto da sistemare. C’è quella a Fontane Bianche, del 1990, qualche giorno prima che io e Danilo partissimo per Milano dove avremmo iniziato il primo anno di università, io in Bocconi lui in Cattolica. Ho promesso a Jelena di scansionarne alcune relative alla mia settimana di missione a Belgrado nel 2003. L’altro giorno, con Rino e Marilena e Linda, ne abbiamo scansionate alcune delle vacanze sull’Ilio (2003 e 2004); le abbiamo postate su Fb ed è stato divertente vedere i vari commenti. In quell’occasione abbiamo scoperto che l’Ilio Ivan è affondato, sigh! Le cose cui sei legato, anche se perdi dimestichezza con loro, pensi che siano sempre nel cantuccio dove le hai lasciate, impassibili al tempo, inaffondabili.

Mi imbatto in un rullino del periodo di Umass, a Amherst (MA-USA). Decido di scansionarne qualcuna, anche queste per metterle su Fb: cavolo, mi dico, vero che su posto sempre cose pesanti e noiose, ma delle cose divertenti da mostrare le ho anch’io!!!
E già che ci sono posso taggare alcune di quelle persone. Rimanemmo in contatto per qualche anno: ricordo lo scambio di mail dopo l’11 settembre (ecco, cavolo, ci risiamo: cose noiose, o tristi, o pesanti).

Su Fb in fondo ci sono entrato per questo: volevo sapere che fine avevano fatto le persone con cui ho passato tanti bei momenti, anche se, spostamento dopo spostamento, le ho quasi tutte perse di viste.

Milano e il pensionato Bocconi, il dottorato a Siena, i mesi ad Amherst con i compagni turchi e la comitiva di argentini e un paio di sciroccatissimi americani; di nuovo Siena, i compagni di Attac con cui andai a Genova e l’esperienza del Bradipo Tiratore. Cavolo, mi rendo conto solo ora che del periodo di Amherst, ho solo Azat fra i miei contatti…..e mi ha cercato lui. Che cane che sono: mi comporto come se non me ne fregasse nulla, ma non è così!!!!!

Sfoglio queste foto, non sono poi molte, anzi. Ce ne sono alcune scattate ad Amherst e Northampton, nei pub dove andavamo a giocare a pool e a freccette. Altre a Washington, dove andammo per partecipare alla protesta contro il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale (aprile 2000)…..in fondo le proteste contro l’Organizzazione Mondiale del Commercio a Seattle erano del novembre precedente e quello fu l’inizio del movimento di protesta che, passando per Praga (settembre), Montreal (ottobre), Nizza (dicembre), Davos (gennaio 2001), Napoli (marzo), Quebec (aprile), Goteborg (giugno), culminò con l’orrore di Genova….minchia, di nuovo a buttarsi sul pesante.

Cerco su Fb, su Google. Comincio con Alper Duman e Ayman Taha, un turco e uno statunitense nato in Sudan, con cui avevo legato tantissimo. Vennero a trovarmi in Italia, prima a Siena e poi anche a Siracusa.
Sul web non trovo alcun riferimento su Alper, o meglio troppo generici. Vabbé con Ayman mi andrà meglio.

Mi imbatto in un album su flick.com. Che matto, penso. Tutte le foto sono state caricate all’inizio del 2006….. ci sono anch’io!!!!! Sto con Ayman e Alper nella stanza dei dottorandi a Siena. Che bello però: tra le foto che ha voluto postare, ce ne è una con me. Che stronzo però, che sono, io non lo ho più cercato.

Voglio recuperare, voglio scrivergli, lo invito anche….così conosce la mia famiglia: Linda, Giulia, Leonardo; in fondo non sa nulla di me da quando sto a Roma…..e neanche io di loro, di lui.
C’è anche una foto con un bimbo piccolo, Ayman gli dà il biberon. C’ha un figlio, allora, o una figlia: è più grande di Leonardo, però di sicuro sarà più piccolo/a di Giulia.

Continuo la ricerca. Google restituisce “REMEMBERING AYMAN TAHA”….ecco ci risiamo: la sensazione di disagio ogni volta che devo leggere una cosa in inglese che non siano le stronzate di economia, di statistica, di Eurostat…..chissà se capisco tutto. E poi….REMEMBERING, che cavolo significa REMEMBERING…..ecco leggo…..quel disagio stavolta è diverso….mi accelera il battito…cavolo sto a casa per rilassarmi…..continuo a leggere…..ma oramai l’ho capito…..

….io lo so che cavolo significa REMEMBERING…..

….lo so, ma lo leggo anche: AYMAN E’ MORTO!!!!!!!!!!

Remembering Ayman Taha
This blog is dedicated to Ayman Abdel-Rahman Ali Taha, who died a soldier in Iraq on December 30, 2005. He was a loving father, husband, and son, beloved brother, nephew, cousin and friend whose loss we are heartbroken over. Rest in Peace, until we meet again. Please send comments for the blog to: the_taha_family@yahoo.com.

Ayman è morto. E’ morto in guerra. In Iraq. Il 30 dicembre 2005, stava preparando una carica di munizioni per una demolizione, nella città di Balad. La carica ha detonato e lui è morto, spero almeno sul colpo.

Ciao Ayman.

Scusa Ayman.

Chow.

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