Road to nowhere

“Ci vuole un coraggio enorme in questo Paese a fare il ministro dell’Economia”.

E’ una dichiarazione di Saccomanni, in un’intervista con alcuni passaggi riportati qui. Non so se anche coraggio, di sicuro ci vuole una faccia tosta abbondantemente al di fuori del comune. E lui pare proprio averla: eccone alcune testimonianze inequivocabili.

“E’ evidente che non ci sono soluzioni semplici per reperire ulteriori risorse per concedere sgravi fiscali più ampi. Abbiamo di fronte un sentiero stretto”.

A contribuire al calo del Fisco dovrà essere il processo di spending review, che il ministro definisce “cruciale”.

Intanto siamo Noi ad avere dinanzi un sentiero stretto, caro Ministro. Ed è stretto perché voi avete deciso artatamente che lo sia. Difatti….

 “L’indebitamento netto deve restare entro la soglia del 3% del Pil, ma il rispetto di tale obiettivo non è sufficiente: il disavanzo strutturale deve tendere verso il pareggio, il peso del debito deve ridursi”

Difatti, l’indebitamento netto lo avete posto al 2,5% per il 2014, addirittura più basso del 3% del trattato di Maastricht (Fonte MEF, via Lavoce.info].

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Quindi il sentiero è stretto perché le istiuzioni politiche europee e italiane lo vogliono tale. Il Ministro non dice esplicitamente che dobbiamo arrivare allo 0% di indebitamento netto, perché così hanno voluto i partiti maggiori italiani che lo hanno nominato capo Ragioniere, nella comunella in cui sguazzano dal governo Monti in poi: imponendo il vincolo di pareggio di bilancio, inserito nella Costituzione. Che è poi parte degli impegni rigoristi a ogni costo, sottoscritti con il Fiscal Compact. Con la santa benedizione di Re Giorgio e SuperMarioDraghi…. perché Austerity non deve morire!

WELL WE KNOW WHERE WE’RE GOIN’
BUT WE DON’T KNOW WHERE WE’VE BEEN
AND WE KNOW WHAT WE’RE KNOWIN’
BUT WE CAN’T SAY WHAT WE’VE SEEN
AND WE’RE NOT LITTLE CHILDREN
AND WE KNOW WHAT WE WANT
AND THE FUTURE IS CERTAIN
GIVE US TIME TO WORK IT OUT

Road to nowheTalking Heads, Road to nowhere

Nella tabella che ho incollato ci sono altre utili dettagli. La produttività dei fattori è nulla da anni e per anni ancora a venire. E poi: i conti pubblici italiani esibiscono un sostanzioso avanzo primario: le entrate superano le uscite di un ammontare pari al 5% del Pil.
La crisi non ha neanche minimamente scalfito le linea del rigore; anzi la ha enormemente fomentata e rinvigorita: si continua a raccontare che l’unica cosa importante è la credibilità rispetto ai mercati, acquirenti delle emissioni del debito pubblico italiano. Stronzate clamorose, ma sono le uniche che circolano….quindi assurgono a verità. Basta sentirli parlare i rigoristi, per capire di che pirla si tratti:

Luigi Zingales: ”Ci sono un miliardo e quattro di cinesi e un miliardo di indiani che vogliono vedere Roma, Firenze e Venezia. Noi dobbiamo prepararci a questo. L’Italia non ha un futuro nelle biotecnologie perché purtroppo le nostre università non sono al livello, però ha un futuro enorme nel turismo. Dobbiamo prepararci per questo, non buttare via i soldi a fondo perduto».
(Servizio Pubblico, 15 novembre 2012).

Intanto: persi 500mila occupati in 12 mesi, per un totale di una milionata dall’inizio della crisi. Un raddoppio dei disoccupati, che hanno bellamente sfondato quota 3 milioni, e un raddoppio pure del tasso di disoccupazione rispetto al pre-crisi. Il debito…..beh il debito è una delle cose cui ci hanno raccontato in tutte le salse che bisognava tanto di cure….eccole le cure [fonte: Istat]:

debitopubblico(1)E poi ancora: produzione industriale a picco. recentemente R. Orsi della London School of Economics ha parlato di impressionante desertificazione industriale per l’Italia (qui). Bastano le righe iniziali:

Future historians will probably regard Italy as the perfect showcase of a country which has managed to sink from the position of a prosperous, leading industrial nation just two decades ago to a condition of unchallenged economic desertification, total demographic mismanagement, rampant “thirdworldisation”, plummeting cultural production and a complete political-constitutional chaos.

Consumi e domanda interna ridotte all’osso.
Un lungo degente che ha deciso per l’eutanasia….a sua insaputa: un pacco di ossimori!
Creano il fenomeno degli esodati e raccontano che stanno studiando la soluzione del problema; alzano l’Iva per la seconda volta in 1 anno e mezzo e dicono che non potevano fare altrimenti; introducono una tassa sulla casa (IMU), la eliminano spacciandola per iniziativa per rilanciare i consumi e ne introducono nuovamente 3 che, a confronto, l’IMU impallidisce per quanto fosse soft; fanno spending review per il settore pubblico e aumentano le somme pubbliche che continuano a elargire, insieme a favori vari, agli amici di cordate (che ora si sono pure sommate); non risolvono una crisi industriale che sia una, ma fanno decreti per salvare l’Ilva e per militarizzare ancor di più la Val Susa; stanno per espellere migliaia di precari dalla P.A. tramite un decreto che hanno soprannominato salva-precari.

Eppure continuiamo a tenerli lì, anzi peggio: continuiamo a reggere loro il moccolo, piccoli tifosi dementi ad appassionarci al tema del giorno che lorsignori ci danno in pasto mentre ci obbligano a scavarci la fossa.
On the road to nowhere, but it’s all right, baby, it’s all right.

They can tell you what to do
But they’ll make a fool of you
And it’s all right, baby, it’s all right

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