Servo dei servi dei servi

Ecco l’interpretazione italica di faccia come il culo oppure anche la traduzione operativa di civil servant o di servitore dello stato. Quello stato è l’Itaglietta, ovviamente.

Parlo di Francesco Gratteri che, stando al fattoquotidiano.it, fa dichiarare a un suo avvocato queste cose qui. Già il titolo dà il voltastomaco ad un normosenziente:

Scuola Diaz, Gratteri: “Mi spiace, ma non devo scusarmi. Quella notte fui ingannato”

Chi ti ha ingannato povero servitore canaglia di uno stato truffaldino e altrettanto canaglia?

Gratteri quella notte era uno dei più alti in grado fra i presenti (insieme a Andreassi e La Barbera. Neanche la magistratura è riuscita mai a mettere nero su bianco quale fosse realmente la catena di comando; se siete come San Tommaso leggete wiki o googlate quanto vi pare che il materiale non manca di certo).

Non entra nella seconda scuola (sì ca@@o erano due: nella prima, sede del Genoa Social Forum, con Indymedia e le radio di movimento visto che si era impiantato lì il Media Center, i tutori dell’ordine (lol!!!!) avevano devastato minuziosamente tutto quanto a portata)….E sticazzi non ce lo mette? Diventa forse meno una merdaccia umana perché non entra?

Il “dottore” dell’ordine pubblico in questione firma i verbali della perquisizione e degli arresti, ponendo il suo avvallo a quello che succedeva a 20/30 metri da lui.
E quello che succedeva era i-n-e-q-u-i-v-o-c-a-b-i-l-e, porca matrioska. Non serve a nulla sapere che il presunto accoltellamento non è mai esistito: il poliziotto che lo dichiarò è stato condannato per falso e calunnia. Non serve a nulla sapere che le molotov ritrovate furono messe lì dalla polizia. Non serve a nulla neanche sapere che le armi bianche (badili e picconi) non erano lì ma nel cantiere della ristrutturazione accanto. [Solo agli animali a sangue freddo può non ribollire il sangue per tutto questo. Evidentemente la maggior parte di itagliettiani sono come dei Visitors]
Può essere utile a fini processuali, processi in cui la polizia non ha MAI collaborato, tanto da non fornire mai l’anagrafica di chi entrò.
Ma non è di alcuna utilità per chi voglia capire quel che è successo. Difatti, in questo caso basta molto meno: un qualsiasi filmato sullo stato raccapricciante in cui vengono portati fuori quelli che pernottavano alla Diaz.
Urlavano come bestie alla scanna, come vitelli o porci al macello. Nulla di meno. Le loro urla avevano smesso di avere alcunché di umano, perché disumano era ciò che stavano subendo. Sebbene fossimo a più di 100 metri di distanza, dalla parte sbagliata porca miseria ladra perché dalla parte del Media Center, quelle urla trapanavano le ossa.
E quando l’indomani, in coincidenza della conferenza stampa del Genoa Social Forum per denunciare la verità sull’accaduto, alcuni di noi entrarono…..la dinamica della mattanza sarebbe stata evidente a un cieco. [Se c’è una cosa che invidio a mio fratello fu la scelta di non entrare nella vasca della mattanza]

Sì perché quando vedi macchie di sangue a 40/50 centimetri da terra, sui muri così come sui termosifoni, riesci a raffigurarti il tizio o la tizia che non è neanche riuscito/a a sfilarsi fuori dal sacco a pelo dove stava, mentre qualcuno gli afferrava la testa e gliela sbatteva al muro o sul termosifone o sullo spuntone del tubo sporgente, fino a bucarla e romperla. C’erano pozze di sangue ancora non asciugate a distanza di quasi 12 ore, tanto era copioso il sangue. Sulle scale, con la tipica verniciatura da scuola: più scura sotto e più chiara sopra, c’erano strisciate di sangue sul muro lungo tutta la rampa ad un metro e 60/70 centimetri dal gradino. Capivi benissimo, senza essere Sherlock Holmes, che quelli beccati ai piani superiori erano stati trascinati giù per le scale con le teste, già spaccate, schiacciate contro il muro.

Per non dire delle lavagne scolastiche dell’ultimo piano: da loro quelle merde di poliziotti che fecero irruzione, autentici rifiuti organici tossici, sono arrivati per ultimi.
Ma chi stava su sentiva evidentemente quello che succedeva ai piani inferiori e alcuni hanno riversato tutta la loro angoscia sulle lavagne…..compresi i “non voglio morire”, perché quella era in quel momento per loro una prospettiva credibile: a Genova, nel 2001, hanno provato quello che accade alle cicale di mare, messe vive a bollire.

Gratteri non è stato ingannato: non c’è modo per fare passare che quel che è successo accadde a sua insaputa. Il solo fatto che ci provi ancora dimostra che merda ineguagliabile sia.
Sa benissimo, Gratteri, che è stato fatto fuori professionalmente. E’ stato scaricato, la sua copertura non ha retto.
D’altronde fra canaglie e carogne si usa così.

Capisco che tutti lor merdacce avrebbero preferito fare la fine di Gianni De Gennaro, che per i suoi servigi è stato pluripremiato, lautamente remunerato e nominato in ogni dove, incarichi governativi compresi. Ma devono solo tacere e nascondersi, o cominciare la faida con le carogne con cui erano sodali.
Ci sono 10 persone condannate per nulla, dai 6 anni e 1/2 fino a 13 e 3 mesi. Per nulla!!! NULLA. E 3 di queste sono in carcere!!!!
Su Genova 2001 in rete c’è di tutto: questo lo scelgo un pò a caso, più per fare del male a me stesso che per offrire documentazione. Questa c’è, non manca ed è anche facilissimamente accessibile. Chi sa sa, chi ancora non sa ma vuole sapere ha modo di farlo, tutti gli altri mi stiano ben lontani.

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